Dove tutto prende forma.
Il nostro cuore.

La nostra produzione

Ogni forma di Parmigiano Reggiano nasce da un processo fatto di gesti precisi, tempi lenti e grande esperienza. Al Caseificio San Simone trasformiamo il latte in Parmigiano Reggiano seguendo una tradizione casearia che richiede cura in ogni fase: dalla lavorazione del latte alla cottura della cagliata, dalla salatura alla lunga stagionatura.

È un percorso in cui nulla viene lasciato al caso. Sono il sapere del casaro, la qualità delle materie prime e il tempo a trasformare il latte in un formaggio unico.

La spillatura

Tutto nasce dal latte. Il latte della sera precedente viene lasciato riposare naturalmente, permettendo alla parte grassa di affiorare. Al mattino viene aggiunto il latte appena munto, dando inizio al processo che porterà alla nascita del Parmigiano Reggiano.

Nelle tradizionali caldaie di rame, il latte viene preparato con cura per creare le condizioni ideali per la trasformazione. È qui che la qualità della materia prima incontra l'esperienza del casaro.

La coagulazione

Al latte vengono aggiunti il siero-innesto naturale, ricco di fermenti lattici, e il caglio di vitello. È il momento in cui il latte inizia lentamente a trasformarsi in cagliata.

La coagulazione richiede tempo, attenzione e sensibilità: il casaro osserva e controlla la consistenza della cagliata per capire quando è pronta per la fase successiva. È da questo equilibrio tra natura, tempo ed esperienza che prende forma il Parmigiano Reggiano.

La rottura della cagliata

Quando la cagliata raggiunge la giusta consistenza, il casaro interviene con lo spino, l'antico strumento utilizzato per romperla.

La massa viene frammentata in piccoli granuli caseosi, sempre più fini e uniformi. È un passaggio delicato, che richiede esperienza: dalla dimensione dei granuli dipenderà anche il modo in cui la cagliata reagirà alla successiva fase di cottura.

La cottura

Dopo la rottura della cagliata, arriva il momento della cottura. La temperatura viene portata gradualmente fino a circa 55 °C, mentre i granuli caseosi si separano dal siero.

Terminata la cottura, i granuli si raccolgono sul fondo della caldaia e si uniscono lentamente, formando una grande massa caseosa. È da questa massa che nasceranno le future forme di Parmigiano Reggiano.

Il riposo

Terminata la cottura, la massa caseosa rimane a riposo sul fondo della caldaia. Il tempo permette ai granuli di compattarsi e alla massa di raggiungere la consistenza necessaria per essere estratta.

È un momento apparentemente silenzioso, ma fondamentale: dopo il lavoro del casaro, è ancora una volta il tempo a fare la sua parte.

La messa in fascera

Dopo il riposo, la massa caseosa viene estratta dalla caldaia e divisa in due parti, dando origine a due forme gemelle.

Avvolta nella tradizionale tela di lino, viene inserita nella fascera, lo stampo che le darà progressivamente la caratteristica forma del Parmigiano Reggiano. È qui che la massa inizia a diventare una vera forma di formaggio.

La punzonatura

Ogni forma di Parmigiano Reggiano porta con sé i segni della propria origine. Una speciale placca di caseina identifica la forma con un codice univoco, mentre la fascia marchiante imprime sulla superficie il mese e l'anno di produzione, il numero del caseificio e la caratteristica scritta a puntini che corre lungo la circonferenza.

Sono segni che raccontano la storia della forma e ne permettono la tracciabilità.

La salamoia

Dopo i primi giorni di lavorazione, le forme vengono immerse nella salamoia, una soluzione satura di acqua e sale.

La salatura avviene per osmosi e contribuisce alla formazione delle caratteristiche del Parmigiano Reggiano, preparando la forma al lungo percorso che la attende. Terminata questa fase, il ciclo di produzione lascia spazio alla stagionatura.

La stagionatura

Dopo la salatura comincia il viaggio più lungo: quello della stagionatura.

Le forme vengono trasferite nei magazzini, dove riposano lentamente e vengono seguite con attenzione. Mese dopo mese, il tempo trasforma la struttura, il profumo e il sapore del formaggio, sviluppando aromi e consistenze sempre più caratteristici.

La stagionatura minima del Parmigiano Reggiano è di 12 mesi, ma il formaggio può continuare a maturare molto più a lungo. È il tempo, insieme alla cura del casaro, a determinare l'evoluzione della forma e il suo carattere.

La battitura

Dopo circa 12 mesi di stagionatura arriva un momento decisivo: la battitura.

Gli esperti del Consorzio esaminano la forma esternamente e attraverso il suono prodotto dal martelletto. La battitura permette di individuare eventuali anomalie interne e di verificare l'idoneità della forma a diventare Parmigiano Reggiano.

È il momento in cui il lavoro di mesi viene sottoposto al giudizio della qualità: una forma dopo l'altra, solo quelle conformi possono proseguire il loro percorso con i marchi che ne certificano l'origine e la qualità.